Omicidio di Camaiore, Zabatta (AVS): “L’odio normalizzato arma le mani. Urge educazione all’affettività e legge sui crimini d’odio.”

Fiorella Zabatta

“Ucciso perché gay. Insieme a lui ha perso la vita anche la madre, intervenuta nel disperato tentativo di difenderlo. Di fronte ai fatti di Camaiore bisogna essere chiari: quando l’orientamento sessuale di una persona diventa il motivo, dichiarato o implicito, di una violenza così estrema, non siamo davanti a un fatto privato. Siamo davanti a un grave problema culturale che riguarda il modo in cui l’odio viene tollerato e normalizzato nella nostra società.” Lo dichiara Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che spiega:

“In Italia – prosegue Zabatta – non esiste ancora una legge specifica contro i crimini d’odio basati su genere e orientamento sessuale. Il dibattito sul DDL Zan ha mostrato plasticamente quanto sia difficile costruire strumenti giuridici di tutela che siano efficaci e condivisi.”

“Ma il nodo non è soltanto normativo, è profondamente educativo e sociale. Senza percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale, manca uno spazio essenziale in cui riconoscere e prevenire le dinamiche di odio e violenza prima che diventino azione.

Non si tratta di slogan o di contrapposizioni ideologiche, ma di garantire una protezione concreta alle persone. Perché quando l’odio viene lasciato circolare senza argini, il rischio effettivo è che qualcuno lo trasformi in un gesto irreparabile”. Conclude