Il Governo Meloni continua a muoversi in una coltre di ambiguità gravissima sul nucleare. Il ministro Pichetto Fratin ha dichiarato che eventuali applicazioni in ambito militare sarebbero “solo a scopo difensivo e non offensivo”. Ma oggi in Aula il Governo non ha chiarito cosa significhi questa formula, né ha spiegato se si stia parlando di propulsione nucleare per navi militari italiane o di altro. La verità è che sarebbe stato molto semplice eliminare ogni dubbio: bastava approvare l’emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra alla legge delega sul nucleare, con cui chiedevamo di escludere esplicitamente ogni utilizzo a fini militari. Il Governo lo ha bocciato. Perché? Questa è la domanda a cui continuano a non rispondere.
Noi avevamo detto con chiarezza: volete riaprire l’avventura folle del nucleare civile? Almeno scrivete nella legge che l’uso è limitato esclusivamente al civile e che ogni finalità militare è esclusa. La maggioranza ha rifiutato. E oggi le dichiarazioni del ministro Pichetto confermano tutte le nostre preoccupazioni. La distinzione tra nucleare militare “difensivo” e “offensivo” è politicamente pericolosa e giuridicamente inesistente. L’Italia è vincolata dal Trattato di non proliferazione nucleare e non può permettersi zone grigie su un tema di questa delicatezza.
Chiederemo conto direttamente al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica delle sue parole e della contraddizione emersa oggi in Aula. Il Parlamento ha diritto di sapere se esistono programmi, ricerche o investimenti pubblici legati a tecnologie nucleari con applicazioni militari, quali siano i soggetti coinvolti e quali siano i costi.
Mentre gli italiani pagano bollette altissime, il Governo non ha una strategia seria sulle rinnovabili, blocca gli impianti e rilancia una tecnologia costosa, lenta e pericolosa. Ora scopriamo che dentro questa scelta può esserci anche un’ambiguità sull’uso militare del nucleare. È inaccettabile”.
Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo in aula per lo svolgimento delle interpellanze urgenti.


