«Presidente Meloni, lei oggi ha detto che non si dimette, ma in quest’Aula ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale, sfidando le opposizioni a portare soluzioni. Noi le soluzioni le abbiamo presentate in questi anni, e la sua maggioranza le ha sempre bocciate.
Dopo quattro anni di governo, non può venire qui a dire cosa farà: governa già e non ha fatto ciò che serviva al Paese. Ha raccontato un’Italia che non esiste, anche sui dati. Ha detto che le morti nel Mediterraneo sono diminuite: è falso.
Nei primi mesi del 2026 sono aumentate del 152%. Sul referendum sulla giustizia, bocciato dagli italiani, continua a non fare autocritica e a non rispettare il voto dei cittadini, nonostante una campagna costruita su toni allarmistici e non istituzionali. Noi invece il coraggio lo abbiamo: andiamo a votare subito.
Sulla politica estera, lei rivendica un rapporto “unitario” con gli Stati Uniti, ma è un appiattimento totale sulle posizioni di Trump. Non c’è autonomia.
Di fronte a bombardamenti su civili e alla violazione del diritto internazionale, come a Gaza dove si contano oltre 70 mila vittime, il suo governo non prende posizione né adotta iniziative. E lo stesso vale per l’intera area mediorientale, dal Libano in poi, dove l’Italia dovrebbe avere un ruolo di equilibrio, non di subordinazione. Sul fronte energetico, il fallimento è evidente.
Aveva la possibilità di investire massicciamente nelle rinnovabili per ridurre la dipendenza dal gas e abbassare i costi, ma ha scelto di non farlo. Oggi l’Italia paga l’energia molto più della Spagna, mentre le grandi società energetiche accumulano profitti e famiglie e imprese pagano bollette sempre più alte. Altro che sovranità: così si indebolisce il Paese.
Infine, c’è un problema politico dentro casa sua. Non bastano dichiarazioni di circostanza: servono risposte sui rapporti e sulle vicende che riguardano esponenti del suo partito, anche in relazione al cosiddetto clan senese.
Così Angelo Bonelli, intervenendo in Aula alla Ca


