143 milioni di migranti ambientali se non si dichiara emergenza climatica

Il Paese in cui 42 persone costituiscono un allarme migranti deve sapere cosa potrebbe accadere se non si dichiara immediatamente l’emergenza climatica: sono almeno 143 milioni i migranti ambientali ? coloro i quali saranno costretti a lasciare il proprio habitat tradizionale a causa di un grave sconvolgimento ambientale che ne mette in pericolo l?esistenza e ne compromette gravemente la qualit? della vita ? che potrebbero mettersi in marcia se non si inverte la rotta sul clima. Spostamenti che andranno a danneggiare aree gi? parzialmente disastrate e che innescheranno quindi un circolo vizioso inarrestabile che vedr? coinvolti i tutti i continenti, provocando, oltre a enormi danni all?ambiente, anche sanguinosi conflitti per il controllo delle risorse naturali.

143 milioni di migranti ambientali

? questa la stima ottimistica al 2050 contenuta in un recente report della Banca Mondiale, lo studio pi? completo sui collegamenti fra impatto dei fenomeni legati al cambiamento climatico nel lungo periodo e schemi migratori. Di questi 143 milioni, oltre la met? ? 86 milioni almeno ? saranno in Africa Sub-sahariana, area che soffre ormai da decenni a causa di fenomeni quali siccit? e carestie ricorrenti, desertificazione e degrado del suolo, scarsit? di acqua e piogge insufficienti. I restanti 40 e 17 milioni sarebbero ripartiti rispettivamente fra Asia del Sud e America Latina.

?I cambiamenti climatici ? ha spiegato John Roome, direttore della divisione ambientale presso la Banca Mondiale ? incidono gi? oggi sulle migrazioni di esseri umani e il fenomeno potrebbe intensificarsi in futuro. Tuttavia, se riuscissimo a limitare le emissioni di gas a effetto serra e incoraggiare uno sviluppo sostenibile, potremmo immaginare di limitare il numero di migranti climatici a 40 milioni nelle tre regioni. E la differenza sarebbe enorme?.

Numeri che possono essere abbattuti

Naturalmente, l?Italia non rappresenta una meta finale. Anzi, considerati i ritmi con cui tanto territorio italiano ? divorato dal deserto, il nostro Paese potrebbe diventare la nuova Africa da cui fuggire. Eppure il report lascia le porte aperte alla speranza, chiedendo azioni coraggiose e globali per ridurre le emissioni di gas serra e attuare quanto stabilito dall?Accordo di Parigi sul clima. Solo cos? il numero dei profughi ambientali potr? essere abbattuto fino all?80%.

Dichiarare l’emergenza climatica

Dichiarare lo stato di emergenza climatica sarebbe un passo fondamentale per riconoscere la gravit? degli effetti ambientali e socio-economici determinati dal riscaldamento globale e reagire nell?immediato per riconoscere?la transizione a un?economia sostenibile come la priorit? assoluta del presente e dei prossimi anni.

Al fine di chiedere che il Governo faccia propri tali impegni, ponendo la questione ambientale in cima all’agenda politica, abbiamo pensato di coinvolgere quante pi? persone possibile elaborando un apposito form, attraverso il quale chiedere ai Comuni di intervenire in prima persona.