IA, Zabatta: “Caso Clawdbot campanello d’allarme. Serve regolamentazione ferrea, i dati non sono merce.”

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“Il caso del chatbot Clawdbot è l’ennesimo segnale di un ‘Far West’ digitale che non possiamo più tollerare. Le denunce degli esperti di sicurezza confermano ciò che come Europa Verde e AVS sosteniamo da tempo: l’innovazione senza regole è un pericolo per la democrazia e la libertà individuale”. Così in una nota Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.

“Affidare le ‘chiavi’ della nostra vita privata — dalle credenziali bancarie alle chat crittografate — a sistemi agentici che, come Clawdbot, espongono dati sensibili in chiaro sui computer degli utenti, è una follia collettiva alimentata dall’assenza di standard minimi di sicurezza obbligatori. Non possiamo permettere che i cittadini diventino cavie di software insicuri che operano in totale autonomia”.

Zabatta conclude con un appello alle istituzioni: “L’AI Act europeo è un primo passo, ma non basta. Serve una regolamentazione molto più ferrea che imponga la crittografia obbligatoria e certifichi la sicurezza di ogni assistente IA prima della sua immissione sul mercato. La tutela della privacy è un diritto fondamentale, non un optional sacrificabile sull’altare della velocità tecnologica. Chiediamo alle autorità garanti di intervenire con urgenza per proteggere i dati personali da questa nuova ondata di vulnerabilità”.