Condono in manovra: dal governo un vero voto di scambio. Parole di Piantedosi inaccettabili

Piantedosi

«Le parole del ministro Piantedosi sono inaccettabili e indegne», afferma Angelo Bonelli in un’intervista a Repubblica, respingendo il paragone fra condono edilizio e sanatoria per immigrati: «Le sanatorie sul soggiorno servono a tutelare diritti e legalità nel lavoro, non hanno nulla a che vedere con chi devasta territori e alimenta abusivismo».

Per Bonelli, con le dichiarazioni del ministro «non si può più parlare di iniziativa di singoli: è la piena rivendicazione del governo». Il condono inserito da esponenti FdI nella manovra, aggiunge, è «un provvedimento pensato per raccogliere voti, un vero e proprio voto di scambio».

Il co-portavoce di Europa Verde accusa la premier: «Giorgia Meloni è in silenzio perché vuole questo voto di scambio, dopo aver sempre detto che non avrebbe mai fatto nuovi condoni».

Bonelli respinge anche la tesi della “sanatoria” avanzata da FdI: «È il solito uso furbo del linguaggio alla Berlusconi. L’Italia ha bisogno di legalità e tutela del territorio, non di riaprire maglie che favoriscono l’abusivismo persino nelle aree più fragili».

Sulle motivazioni elettorali della misura, Bonelli sottolinea: «Fa rabbia vedere che a pochi giorni dal voto si sceglie l’illegalità come strumento di consenso. In Campania il ciclo del cemento è sempre stato in mano alla criminalità organizzata, e questo condono rischia di favorirla ulteriormente».

E conclude: «Chi rispetta la legge paga gli oneri di urbanizzazione, gli abusivi no. Questa è una vergogna politica che paga il Paese intero».