«Con la legge sulla pena di morte per i cosiddetti “terroristi”, approvata in prima lettura dalla Knesset, Israele entra definitivamente in una fase di apartheid e barbarie giuridica.
Netanyahu e l’estrema destra di Ben-Gvir e Otzma Yehudit stanno costruendo un sistema in cui la parola terrorista serve a giustificare ogni persecuzione.
Il governo israeliano ha già definito terroristi i medici di Gaza, i giornalisti, perfino l’ONU e chiunque osi denunciare i crimini di guerra. Anche gli uomini e le donne della Freedom Flotilla sono stati etichettati come terroristi.
È questa la deriva di un governo che usa la legge come strumento per annullare un popolo, perché per Netanyahu tutto ciò che critica le sue politiche è “terrorismo”.
Questa norma non difende Israele: lo disonora. Trasforma la paura in ideologia e la rappresaglia in diritto.
L’Europa non può restare in silenzio di fronte a un sistema che istituzionalizza l’apartheid e calpesta i principi universali di umanità e di diritto.
Io sono contro la pena di morte sempre e comunque, ma se valesse questo principio voluto dalla Knesset, dovremmo allora condannare a morte Netanyahu e Ben-Gvir per gli atti criminali e terroristici compiuti contro il popolo palestinese. L’Europa non può avere rapporti economici e militari con chi usa la repressione e la pena di morte per distruggere un popolo.»
Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.


