“Renato Brunetta, lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo a 9 euro l’ora, oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310 mila euro l’anno.
È l’immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi.
Mentre milioni di italiani faticano ad arrivare a fine mese, il presidente del CNEL – nominato dal governo Meloni – trova il tempo e il modo di ritoccarsi lo stipendio e quello dei dirigenti. È uno schiaffo a chi lavora, una vergogna istituzionale.
È questa la loro idea di giustizia sociale: stipendi d’oro per chi è già garantito, precarietà e povertà per chi lavora davvero.
Ecco la destra al governo: no ai 9 euro l’ora e sì a 300 mila euro l’anno”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde
Lo scandalo è del governo che ha consentito con una norma lo stipendio a un pluri pensionato.
«Brunetta – quello che per anni ha insultato i lavoratori pubblici chiamandoli “fannulloni”, che ha detto “no” al salario minimo a 8 euro l’ora e che nel 2014 attaccò persino il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il suo stipendio – oggi risulta essersi visto alzare lo stipendio da 250 mila a 310 mila euro.
Giorgia Meloni ha detto di essersi sentita “irritata” per quell’aumento. Ma la presidente del Consiglio finge di dimenticare che è lei la principale responsabile di quello stipendio da 250 mila euro.
Brunetta fino a un anno e mezzo fa non percepiva un euro per la presidenza al Cnel, perché aveva una ricca pluripensione. Poi, nel marzo 2024, dentro il decreto Pnrr è spuntata una norma cucita su misura per lui: un articolo che ha consentito al presidente e ai componenti del CNEL di ricevere un compenso, nonostante dal 2012 fosse vietato per i pensionati percepire incarichi retribuiti dalla pubblica amministrazione.
Questo è lo scandalo.
Ed è uno scandalo politico che porta il nome del governo Meloni.
La verità è semplice: Brunetta non avrebbe mai potuto prendere quello stipendio senza quella norma “ad personam” infilata dentro il decreto Pnrr. E oggi non è sufficiente aver ritirato la delibera sul suo aumento: perché senza la denuncia dell’opposizione tutto sarebbe rimasto in piedi, nel silenzio.
Brunetta deve dimettersi.
E Meloni non può far finta di non c’entrare: questo meccanismo, questo privilegio, questa forzatura è stato creato dal suo governo.»
Così in una nota
Angelo Bonelli – Parlamentare AVS, co-portavoce Europa Verde


