Bonelli: Dopo dichiarazioni Paragon governo riferisca in parlamento

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Dopo le gravi e inquietanti dichiarazioni di Paragon il governo non ha più alibi e deve riferire in Parlamento. Secondo quanto riportato da Fanpage, l’azienda israeliana si era resa disponibile a collaborare per chiarire chi, in Italia, avesse utilizzato il software Graphite e contro chi fosse stato impiegato. Ma il governo Meloni ha detto no. Ha scelto consapevolmente di non collaborare, impedendo che emergessero i nomi degli ‘spioni’ e delle vittime della sorveglianza. Perché?”

Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che incalza:

“Perché il governo ha deciso di opporsi a un’operazione di verità? Perché questo aspetto cruciale non compare nella relazione del Copasir? Che cosa si vuole nascondere agli italiani? Sono domande che inquietano profondamente, e che chiamano direttamente in causa la trasparenza delle istituzioni democratiche.”

“È possibile sapere chi ha spiato i due giornalisti di Fanpage? E con quale giustificazione è stato monitorato il cappellano della Mediterranea, don Mattia Ferrari, simbolo dell’impegno umanitario nel Mediterraneo? Parliamo di sorveglianza ai danni di cittadini che esercitano il diritto all’informazione e alla solidarietà. È un fatto inaccettabile in una democrazia.”

“La vicenda Paragon non è affatto chiusa, anzi: assume contorni sempre più preoccupanti. Il governo ha il dovere di chiarire tutto. Nelle prossime ore depositeremo una nuova interrogazione parlamentare – l’ennesima – alla quale, come già accaduto, il governo probabilmente non risponderà” Conclude Bonelli.