Bonelli: “Salvini si scusi con Don Ciotti, il ponte sta per essere approvato eliminando i pareri degli organismi scientifici dello Stato”.

ponte sullo stretto

“È sorprendente che il MIT scopra solo oggi che il Ponte sullo Stretto di Messina è una formidabile occasione per le organizzazioni mafiose di fare affari. Quando Don Ciotti sollevò con coraggio questo tema, Salvini non esitò a dileggiarlo pubblicamente, invitandolo a lasciare l’Italia. Così come ha fatto pochi giorni fa nei confronti del procuratore D’Amato, che ha lanciato l’allarme sulle infiltrazioni mafiose nei grandi appalti pubblici. La migliore prevenzione sta prima di tutto nel seguire procedure trasparenti e rigorose nell’approvazione dei progetti e nella formulazione dei pareri obbligatori per legge, cosa che fino ad adesso è mancata, visto che ad oggi l’unico organismo tecnico che ha approvato il progetto del ponte è il comitato scientifico della stessa Società Stretto di Messina, a cui lo Stato ha demandato la realizzazione dell’opera”.

Ad affermarlo è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:

“Salvini, per realizzare quest’opera, ha eliminato i pareri di ISPRA, INGV, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dell’Autorità Nazionale dei Trasporti e non ha ascoltato i rilievi dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Inoltre, non è stata rispettata la Direttiva europea Habitat.
Il ponte sta sottraendo risorse alle infrastrutture utili del Paese: 1,7 miliardi di euro sono stati tolti dalla manutenzione delle strade per dirottarli al ponte, così come i fondi di sviluppo e coesione per il Sud, che sarebbero serviti per realizzare ferrovie, scuole e ospedali” conclude