«Siamo di fronte a un vero e proprio blitz contro il diritto europeo, in particolare contro la direttiva Habitat. L’approvazione da parte della CTVIA-VAS del MASE del parere ambientale per le aree di protezione speciale che verranno aggredite dal progetto del Ponte sullo Stretto rappresenta una forzatura inaccettabile. Per non modificare il progetto – come previsto invece dalla direttiva Habitat – si è approvata l’autorizzazione ambientale, eludendo le norme europee”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“La Commissione non può limitarsi a prendere atto della semplice dichiarazione del Governo sull’assenza di alternative, come riportato nella delibera di approvazione delle IROPI dello scorso 9 aprile. Avrebbe invece dovuto valutare puntualmente, e con pari livello di dettaglio, le potenziali incidenze delle diverse soluzioni alternative sugli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000, che il progetto del Ponte mette seriamente a rischio. Questo non è stato fatto né ora, né nella precedente fase di valutazione appropriata.
In questo modo si compromette l’applicazione della procedura di deroga prevista dall’articolo 6.4 della Direttiva Habitat. Come stabilito dalla guida metodologica della Commissione europea, l’assenza di alternative deve essere dimostrata prima di attestare i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico e di indicare le misure di compensazione. Come ribadito ieri dallo stesso presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia, la scelta di eludere vincoli europei e finanziari comporta un evidente eccessivo rafforzamento della parte privata, ossia Webuild. Non avendo ricevuto riscontro alle diffide inviate al CIPESS e alla Commissione VIA su queste gravi violazioni normative e procedurali, mi vedo costretto a interessare gli organi giudiziari e la Commissione europea, per tutelare l’ambiente e la biodiversità, che rischiano di essere gravemente compromessi dalla realizzazione di quest’opera inutile e devastante”, conclude.


