Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“La destra globale attacca le politiche climatiche per un motivo semplice: deve continuare a garantire profitti e guerre per il controllo dei giacimenti di gas e petrolio. Trump è il maggiore produttore di GNL, mentre Putin detiene i più grandi giacimenti di gas – 45 mila miliardi di metri cubi – sufficienti a coprire il fabbisogno dell’Italia per i prossimi 700 anni.
Putin, Trump e la destra globale – compresa Giorgia Meloni – sono tutti alleati nel sabotare le politiche climatiche che abbasserebbero il costo dell’energia.
Di fronte al disastro climatico, che solo negli ultimi tre anni ha causato danni per 26 miliardi di euro, il governo, invece di investire nella difesa del suolo e nelle politiche ambientali, decide di aumentare le spese militari di 11 miliardi l’anno, passando da 32 a 43 miliardi, e spreca 14 miliardi per la follia del ponte sullo Stretto di Messina.
Al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ieri ha chiesto maggiori risorse per la sicurezza idraulica, rispondo che siamo d’accordo: potremmo prendere i fondi destinati al ponte per costruire la più grande infrastruttura sociale ed economica di cui l’Italia ha davvero bisogno, ovvero la messa in sicurezza del territorio. Ma prima, Zaia dovrebbe isolare il suo leader, Matteo Salvini, perché anche al Nord il ponte non lo vogliono”, conclude.


