Cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia, basta discriminazioni

bonelli-governo

Faccio un appello ai centristi affinché si schierino a favore del riconoscimento della cittadinanza per chi nasce sul territorio italiano, indipendentemente dalla provenienza dei genitori. È una battaglia di giustizia e di civiltà, che riguarda anche tantissime ragazze e ragazzi che sono arrivati in Italia giovanissimi, parlano perfettamente italiano, lavorano nel nostro Paese, si sono sposati con cittadini italiani e si sentono parte della nostra comunità. Questi giovani contribuiscono alla nostra società e alla nostra economia, ma non hanno il passaporto italiano: perché viene loro negato un diritto così fondamentale?”

Così Angelo Bonelli Parlamentare avs e co-portavoce di Europa verde a Rainews24

che poi entra nel merito del “Pacchetto cittadinanza” adottato nel Consiglio dei Ministri del 28 Marzo, non a vantaggio dei cittadini nati (o arrivati giovanissimi) in Italia da genitori stranieri, bensì per rendere più difficile la concessione ai discendenti di italiani che vivono all’estero. “C’è un atteggiamento ideologico e punitivo che impedisce il riconoscimento della cittadinanza a chi è ormai totalmente integrato nel nostro Paese. Al contrario, lo stesso governo che blocca questi diritti concede con sorprendente rapidità la cittadinanza a figure controverse come il presidente argentino Milei o i figli dell’ex presidente brasiliano Bolsonaro, mentre milioni di discendenti di italiani all’estero aspettano decenni per ottenere il riconoscimento. Due pesi e due misure, che dimostrano quanto questa destra sia accondiscendente con i potenti e ostile con chi, invece, vive e lavora in Italia senza avere gli stessi diritti degli altri cittadini.
Serve una riforma seria e giusta della cittadinanza, non una legge che continua a ignorare chi, di fatto, è già italiano ma viene trattato come uno straniero in casa propria. Su questo tema chiedo un’assunzione di responsabilità a tutte le forze politiche che credono in un’Italia più giusta e inclusiva.” conclude Bonelli.