Nordio: “Sì, ho letto le carte. Le legge è chiara, si è arrogato poteri non previsti”

Nordio-abuso-d'ufficio

“Il ministro Nordio mi ha accusato di non aver letto le carte sul caso Almasri. Gli rispondo che le carte le ho lette, e proprio per questo motivo, rispondo al suo intervento con queste 4 osservazioni. Punto primo: la Corte non si è riunita due volte perché non è previsto. Nordio ignora le procedure della Corte penale internazionale. La Camera della Corte non si è riunita una seconda volta perché questa possibilità non è contemplata. Il mandato di arresto è stato emesso dopo che la Corte ha valutato le prove presentate dal Procuratore, ritenendole sufficienti. Parlare di una nuova valutazione è fuorviante: il diritto va rispettato, non piegato a esigenze politiche”.

Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:

“Punto secondo: Nordio non ha potere discrezionale sul mandato di arresto, da ministro deve solo trasmettere la richiesta della Corte alla magistratura italiana, senza interferire. Ai sensi della legge 237/2012 (in particolare agli articoli 4 e 11) è chiaro: il suo ruolo è esecutivo, non valutativo. Nordio si è invece arrogato un potere che la legge non gli attribuisce, mettendo in discussione il sistema di cooperazione con la Corte penale internazionale. Punto Terzo: l’errore del Governo non giustifica il rimpatrio di Almasri. Il Governo non poteva conoscere il contenuto delle prove, che erano secretate. Come poteva quindi affermare che vi fossero errori nel caso? Se avesse avuto dubbi, avrebbe potuto chiedere chiarimenti alla Corte, non agire arbitrariamente. Quarto punto: se il Governo fosse stato certo di un errore, avrebbe dovuto agire subito. Invece ha atteso e poi operato retroattivamente, compromettendo il rispetto delle procedure internazionali.”, conclude.