“La follia del Ponte sullo Stretto di Messina è racchiusa nelle parole pronunciate stamattina dal ministro Salvini: ‘Qualora si ripetesse a Messina un terremoto disastroso come quello del secolo scorso, i tecnici spiegano che l’unica cosa che rimarrebbe in piedi è il ponte’. Quindi, intorno a Messina e Villa San Giovanni avremmo città distrutte e macerie, ma il ponte resterebbe in piedi. La filosofia di Salvini: prima il ponte poi gli italiani in macerie! Ecco l’irresponsabilità di chi governa l’Italia, mentre le città siciliane subiscono gli effetti disastrosi delle alluvioni”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e portavoce nazionale di Europa Verde, che prosegue:
“In ogni caso, il parere espresso ieri dalla commissione VIA, che è stata modificata pochi giorni prima dell’emanazione del parere con la nomina di esponenti muniti di tessere di partito, alcuni dei quali esperti in installazione di ascensori e ristrutturazioni di appartamenti, avrebbe previsto 60 nuove prescrizioni che modificano sostanzialmente il progetto presentato. Un parere favorevole che sembrerebbe una bocciatura. Questo porterà a ulteriori modifiche sostanziali e a un aumento dei costi, superando i 14 miliardi di euro. Non hanno ascoltato le osservazioni di un organismo tecnico pubblico come l’INGV e non hanno richiesto il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il cui parere è obbligatorio per legge, perché, secondo la società Stretto di Messina, il parere tecnico era già stato dato 25 anni fa. Attendo di leggere il parere e il verbale della commissione VIA per poter esprimere una valutazione puntuale”, conclude.


