“Le parole del nuovo Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, tolgono ogni dubbio: il governo Meloni è disposto a seguire senza esitazioni l’obiettivo di portare la spesa militare italiana al 2% del PIL, aumentando di 8,2 mld € le spese per armamenti. Parliamo di 32 miliardi di euro nel 2025, di cui quasi 13 miliardi destinati a nuove armi. Una cifra record, che registra un balzo del 12,4% in un solo anno rispetto al 2024 e addirittura un +60% negli ultimi dieci anni”.
Così in un post sui social Angelo Bonelli, deputato di AVS e portavoce nazionale di Europa Verde, che prosegue:
“In un Paese dove 4.5 milioni di persone rinunciano alle cure mediche per difficoltà economiche e 5,7 milioni vivono sotto la soglia di povertà il governo Meloni trova risorse e fondi solo quando c’è da finanziare nuovi armamenti. Ma quando si parla di sanità, di scuole, di servizi essenziali, improvvisamente la Presidente del Consiglio sfodera la calcolatrice del cellulare, dicendo ‘ho sbagliato tutto’. Per le armi, invece, i conti sono inequivocabili, e le risorse saltano fuori come per magia. Mentre milioni di cittadini non riescono a coprire le spese per la propria salute, si chiudono ospedali e scuole, e migliaia di edifici scolastici non rispettano le norme di sicurezza, il governo sceglie di incrementare gli investimenti nell’industria bellica. Le lobby delle armi ringraziano, gli italiano meno”.


