Dl rinnovabili. Alemanni: aumenta complicazioni invece che semplificare, rischio sanzioni e aumento costi energetica

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Con preoccupazione si è appreso che la bozza del Decreto legislativo sui regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili sembra introdurre nuove complicazioni invece di semplificare e accelerare il rilascio delle autorizzazioni. Questo va contro l’obiettivo di facilitare la transizione energetica e il miglioramento delle infrastrutture esistenti. È essenziale evitare ulteriori complicazioni burocratiche che possano rallentare il processo di ammodernamento degli impianti già installati, i quali dovrebbero poter essere aggiornati senza dover affrontare nuovi iter autorizzativi, anche in presenza di vincoli paesaggistici. Così si mettono a rischio 330.000 posti di lavoro”. Così in una nota il responsabile organizzazione di Europa Verde Francesco Alemanni. “È fondamentale che il governo eviti di introdurre l’obbligo del parere delle Soprintendenze per i progetti di ammodernamento, poiché ciò comporterebbe un inutile aggravio dei tempi e dei costi, penalizzando sia le imprese che i cittadini. L’adozione di misure che complicano ulteriormente il quadro normativo esistente, come il recente divieto di nuovi impianti fotovoltaici sui terreni agricoli, rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di energia rinnovabile. In conclusione, è essenziale che le politiche nazionali siano allineate con le direttive europee e con gli impegni presi nell’ambito del Piano Nazionale Integrato Energia Clima e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il mancato adeguamento delle normative potrebbe portare a sanzioni e a un aumento dei costi energetici, oltre a compromettere la credibilità del paese a livello internazionale. Pertanto, è cruciale garantire un quadro normativo che supporti effettivamente la crescita delle energie rinnovabili, facilitando l’iter autorizzativo e promuovendo investimenti sostenibili”, conclude.