GEV: Non basta parlare di noi, bisogna darci spazio in politica e nelle istituzioni.

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“Il sondaggio realizzato dal Consiglio Nazionale dei Giovani e dall’Istituto Piepoli ci dimostra che la situazione nel nostro paese è tragica. Il nostro Parlamento ha un’età media di 51.2 anni. Sono soltanto 65 Parlamentari al di sotto dei 40 anni e per gli eletti nella fascia d’età 25-29 anni il numero crolla a 3, lo 0.75% e con una percentuale che per i sindaci under 35 si aggira intorno al 3.7%, percentuale che scende a zero per i comuni capoluogo. È necessario promuovere una maggiore partecipazione giovanile in politica, considerando che viviamo in condizioni precarie, che avremo pensioni da fame e che subiremo gli effetti maggiori del collasso climatico.

Così, in una nota, i co-portavoce nazionali dei Giovani Europeisti Verdi, Luca Boccoli e Francesca Cucchiara, che proseguono: “I partiti continuano a elogiare e corteggiare i giovani, chiedendogli di rimanere in Italia, di fare figli, di studiare e di fare ricerca nelle nostre università ma sono anni che veniamo relegati all’angolo. Nell’ultima manovra di bilancio (2024) sono stati tagliati nuovamente gli investimenti dedicati alle nuove generazioni riducendoli dal 5% al 3% del totale. È inaccettabile continuare su questa strada, dove i giovani non hanno una rappresentanza nella politica ma sono confinati a candidature di comodo che poi di fatto non porteranno neanche lontanamente alla loro elezione. Per queste elezioni europee, i partiti facciano una scelta coraggiosa e candidino persone giovani con un percorso politico valido, lasciando fuori quelle persone che sono nelle istituzioni da troppo tempo, che spesso neanche prendono con serietà la loro carica e che con i loro comportamenti hanno fatto disaffezionare i nostri concittadini dal voto, che, guarda caso, coinvolge maggiormente la fascia d’età tra i 18 e i 35 anni,” concludono Boccoli e Cucchiara.