Langensiepen (Greens/EFA): Salario minimo e fondo sociale per il clima essenziali per transizione ecologica e lotta alla povertà
Per combattere efficacemente la povertà, necessitiamo di una serie di interventi robusti e ben definiti. Tra questi, è indispensabile garantire un salario minimo adeguato, in grado di sostenere un tenore di vita dignitoso per tutti i lavoratori. Abbiamo bisogno di implementare un reddito minimo che assicuri la sussistenza anche a chi, per vari motivi, non è in grado di accedere al mondo del lavoro. Una parte fondamentale del nostro impegno deve essere il sostegno a un fondo sociale per il clima, ben finanziato, che si preoccupi di mitigare l’impatto delle politiche ambientali sulle classi meno abbienti e di sostenere l’adattamento ai cambiamenti climatici”.
Lo ha detto l’europarlamentare tedesca dei Greens/EFA, Katrin Langensiepen, vicepresidente della Commissione per gli affari sociali del Parlamento europeo, durante l’iniziativa “Come rendere giusta la transizione ecologica?” in corso presso l’Accademia tedesca Villa Massimo a Roma.
“La giustizia sociale, – ha proseguito l’ecologista, – deve essere intimamente legata alla giustizia ambientale. Le conseguenze del disastro climatico, inclusi gli eventi meteorologici estremi, ricadono in modo sproporzionato sulle spalle delle classi più svantaggiate. Dobbiamo assicurare che le misure per contrastare il cambiamento climatico non peggiorino, ma invece migliorino la situazione di chi è più vulnerabile. Il nostro obiettivo principale è portare fuori dalla povertà chi oggi ne è oppresso, creando un sistema sociale più equo e inclusivo. Per raggiungere questo traguardo, abbiamo bisogno di una forte Unione Europea che si concentri attivamente sugli affari sociali, che possa rappresentare un collante per la democrazia, un baluardo contro le disuguaglianze. Ecco perché dobbiamo lottare insieme per realizzare queste trasformazioni, unendo le nostre forze in un impegno comune per un futuro più giusto e sostenibile,” ha concluso Langensiepen.
Zanella (AVS): Transizione deve essere socialmente accettabile. Europa sostenibile integra Green Deal e qualità della vita
“È un privilegio essere qui a parlare dell’importanza di una transizione ecologica giusta e socialmente accettabile, come il nostro Alex Langer ha sempre sostenuto. Oggi, di fronte alla povertà energetica crescente, ricordiamo che il nostro impegno rispetto a queste questioni risale a molto prima che diventassero di tendenza. L’Italia è un tesoro di bellezze naturali, dalle quali nasce un dovere di protezione per le generazioni future. Tuttavia, come Langer ha sottolineato, non dobbiamo dimenticare la componente sociale: la nostra transizione deve essere giusta, per esempio, offrendo opportunità di riqualificazione ai lavoratori di settori ad alto impatto ambientale, senza lasciare indietro nessuno”.
Lo ha detto la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera dei Deputati, Luana Zanella, intervenendo al convegno “Come rendere giusta la transizione ecologica?”, organizzato dagli eurodeputati tedeschi dei Greens/EFA, Katrin Langensiepen e Rasmus Andresen.
“Siamo pronti a combattere le disuguaglianze, – ha proseguito l’ecologista, – a rivendicare un ruolo per chi è più colpito dal degrado ambientale e a resistere a coloro che diffondono paura sulla transizione ecologica. In questo percorso, non dobbiamo perdere di vista la sproporzione tra le emissioni di segmenti più ricchi della società e quelle di coloro che subiscono le conseguenze. È il momento di affrontare questa disuguaglianza, concentrando il peso dove è giusto, perché un’Europa sostenibile è un’Europa che integra il Green Deal con idee progressiste per una migliore qualità della vita”, ha concluso Zanella.
Andresen (Greens/EFA): Lotta per ambiente passa per lavoro dignitoso e condizioni economiche adeguate per tutti
“È di vitale importanza che, anche a livello europeo, stiamo investendo significativamente nel settore pubblico, così da raggiungere i nostri obiettivi climatici, ma soprattutto contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità e al miglioramento dei servizi per la popolazione, penso per esempio al SSN. Sono convinto che se non affrontiamo efficacemente il problema della povertà e non lottiamo per le persone in condizioni di bisogno, la transizione verde rischia di non funzionare. Questo è il motivo per cui ritengo che sia essenziale bilanciare due aspetti: un impegno sociale forte e un impegno altrettanto deciso verso la sostenibilità ambientale”.
Così l’europarlamentare a capo della delegazione tedesca dei Greens/EFA, Rasmus Andresen, membro della Commissione Bilancio del Parlamento europeo, durante l’iniziativa “Come rendere giusta la transizione ecologica?” in corso presso l’Accademia tedesca Villa Massimo a Roma.
“Un salario minimo adeguato, – ha proseguito l’ecologista, – si configura come elemento chiave di una transizione giusta e sostenibile. Sappiamo infatti che la presenza di un salario equo è un prerequisito per l’esistenza di lavoro di buona qualità. Le persone devono essere in grado di sostenere se stesse e le loro famiglie, di pagare le bollette alla fine del mese senza che ciò rappresenti un peso insostenibile. In questa prospettiva, il salario minimo rappresenta una componente fondamentale di un pacchetto di soluzioni volte a garantire una transizione verde che sia equa e inclusiva. La lotta per un ambiente più pulito e sostenibile passa anche attraverso il riconoscimento della dignità del lavoro e la garanzia di condizioni economiche adeguate per tutti,” ha concluso Andrese


