“Tra gli Ordini del Giorno presentati dal Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra segnalo quello a mia prima firma che impegna il Governo a creare un fondo nazionale per interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale dell’area costiera affidandolo ai Comuni: l’obiettivo è quello di recuperare e incrementare le spiagge libere, prevedendo anche che i canoni delle concessioni demaniali, attualmente in gran parte irrisori rispetto ai fatturati annui, siano aggiornati come previsto dalle direttive europee”.
Così Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che prosegue: “Ricordo che continua a mancare, a differenza degli altri paesi europei, una norma nazionale che fissi regole per garantire il diritto di accedere e fruire liberamente della costa, insieme a criteri per la progettazione e gestione delle strutture, per evitare che si continui a distruggere dune ed ecosistemi attraverso strutture in cemento armato e pavimentazioni: ebbene il ruolo dei Comuni potrebbe essere di grande aiuto in questo senso. La Manovra evita il tema del demanio marittimo, eppure sono 12.166 le concessioni balneari a canoni risibili, per non dir stracciati, che in alcune località turistiche di lusso come la Costa Smeralda o la Versilia risultano vergognosi a fronte di guadagni milionari. Intanto, le concessioni sono prorogate per tutto il 20. Complessivamente si può stimare che ad oggi meno della metà delle spiagge del Paese sia liberamente accessibile e fruibile. In alcune regioni troviamo dei veri e propri record, come la Liguria, Emilia-Romagna e Campania, dove quasi il 70 per cento delle spiagge è occupato da stabilimenti balneari. Quindi nella totale latitanza di qualsiasi attenzione da parte dei Ministeri competenti continua a crescere il numero di spiagge in concessione, tanto che in molti comuni è ormai impossibile trovare uno spazio dove poter liberamente e gratuitamente sdraiarsi e prendere il sole, anzi c’è chi nel governo, concessionaria di demanio marittimo, vorrebbe privatizzare le ultime spiagge libere affermando che ‘sono ricovero di tossicodipendenti e di rifiuti’. Siamo palesemente di fronte ad un conflitto d’interessi perché si vorrebbe regalare anche le ultime le spiagge libere che assicurano profitti elevati grazie ai bassi canoni: per un metro quadro di spiaggia si paga allo stato 1,20 euro l’anno. Mentre lo Stato incassa complessivamente dalle concessioni 107 milioni di euro anno, con un’evasione erariale del 50 per cento, gli stabilimenti balneari fatturano oltre 7 miliardi di euro anno: un regalo fatto ai privati con il demanio Marittimo, un patrimonio dello Stato, quindi di noi cittadini. Accogliendo il nostro ODG il Governo Meloni dimostrerebbe di non strizzargli gli occhi e di volere fare il bene comune,” conclude Bonelli.


