COP27. Ennesima fiera dell’ipocrisia. Vince la lobby del fossile

COP27

“La bozza di documento finale della Conferenza sul clima di Sharm el-Sheikh sancisce la vittoria della lobby del petrolio, certificata dal fatto che alla COP27 fossero presenti 700 lobbisti delle industrie delle fonti fossil. Non contenendo alcun dettaglio circa un fondo di finanziamento Loss&Damage per i Paesi più poveri e non esplicitando alcuna richiesta di riduzione graduale di tutti i combustibili fossili, di fatto, il documento sancisce lo stop alla transizione ecologica”.

Così, in una nota, Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, presente in questi giorni a Sharm el Sheikh.

“In quest’ultimo anno, più che mai, – prosegue Bonelli, – il mondo avrebbe dovuto riflettere sui danni che gas e petrolio infliggono alle nostre economie, forse ancor prima che all’ambiente. Penso, per esempio, all’italiana ENI che, nei primi sei mesi del 2022, ha aumentato gli utili del +670% e, nell’ultimo trimestre del 2021, del +3870%, speculando sui prezzi dell’energia senza contribuire ad attenuare gli effetti della guerra in Ucraina sulle famiglie e sulle imprese italiane, sempre più povere a causa del caro bollette. Di fronte a questo, dai capi di Stato riuniti in Egitto, ci saremmo aspettati una presa di posizione forte a favore delle rinnovabili, fonte di energia pulita che aiuta l’ambiente, abbassa le bollette e garantisce la pace. Dobbiamo, purtroppo, constatare che neanche una guerra barbara e una crisi economica senza precedenti sono riuscite a minare lo strapotere dei colossi dell’energia”.

“A Sharm el Sheikh, abbiamo assistito ancora una volta alla fiera dell’ipocrisia che condanna le future generazioni e il Pianeta verso il disastro: la bozza di documento finale, – conclude Bonelli, – contiene solo vaghe raccomandazioni, con lo scopo di distrarre dalla totale mancanza di impegni verso l’azzeramento delle emissioni di CO2 e l’uscita dalle fonti fossili, tanto anelata anche dagli scienziati dell’IPCC”.