A causa di Cingolani, l’Italia è il freno a mano tirato d’Europa

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“Cingolani si conferma una volta di più il Ministro del blablabla, che continua a parlare dell’Europa ma non dice mai quali sono le sue intenzioni per aiutare il nostro Paese a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici. Di fronte ai deputati, ha affermato che l’Italia sostiene il Quadro globale sulla biodiversità ma a livello europeo ha chiesto, di fatto, l’estensione dei periodi di caccia. E, mentre tutta l’UE sta compiendo grandi passi per rispettare gli obiettivi indicati nel pacchetto climatico Fit for 55, Cingolani sta letteralmente sabotando l’auto elettrica”.

Questo il commento di Angelo Bonelli ed Eleonora Evi alle parole del Ministro Cingolani, oggi alla Camera per l’informativa sulla riunione dei ministri del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente dei Paesi del G7 in programma a Berlino il 26 e 27 maggio.

“Rimanendo in tema di automobili, – proseguono gli ecologisti, – l’Italia rappresenta per l’Europa un vero freno a mano tirato che rallenta la transizione ecologica a scapito degli obiettivi proposti dalla Germania, ancora più ambiziosi di quelli stabiliti a livello UE. Al contrario di quanto proposto dalla Germania, a causa di Cingolani, non saremo in grado di rispettare gli impegni al 2035 sulle rinnovabili e sulla neutralità climatica e, anzi, – concludono Bonelli ed Evi, – come certificato Fondazione Enel e The European House – Ambrosetti, con le attuali politiche sul clima, l’Italia raggiungerà i target europei con 29 anni di ritardo, perdendo 424 miliardi di euro”.