Cittadinanza. Riforma necessaria, illogico parlare di diritto “di sangue”

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“‘Ignoranti e xenofobi’: sono queste le parole usate dal deputato della Lega, Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea, per attaccare, in un post su Instagram, i politici che propongono di introdurre dei limiti generazionali al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Una riforma che reputo necessaria e che mi auguro avrà la giusta considerazione nella discussione in commissione Affari Costituzionali della legge sulla cittadinanza.”

Così la deputata di Europa Verde -Verdi Italiani Elisa Siragusa, eletta nella circoscrizione Estero, che prosegue: “Pensare che la cittadinanza italiana possa dipendere ‘dal sangue’, come suggerisce il deputato leghista nel suo post, ricorda lontani ragionamenti sulla razza che mi auguro siano archiviati. Non ha nessun senso logico, nel momento in cui migliaia di cittadini stranieri diventano ogni anno cittadini italiani senza una trasfusione di sangue. E anche loro, una volta diventati italiani possono tramandare la cittadinanza italiana a tutti i loro discendenti senza limiti generazionali, anche quando tornano a vivere nei loro paesi di origine. È evidente che la cittadinanza non può essere una questione biologica, ma solo culturale.

È lecito chiedersi quale sia il legame culturale con l’Italia di persone che discendono da italiani emigrati all’estero 160 anni fa. E dobbiamo chiederci se sia giusto riconoscere la cittadinanza per diritto di sangue, senza nemmeno dover dimostrare un legame con il nostro Paese.

Tutto questo, mentre si ostacola una riforma come lo ius scholae, per far diventare italiani bambini cresciuti nel nostro Paese,” conclude Siragusa.