Nucleare. Tra Francia e Germania, chi sceglie Cingolani?

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È ormai evidente che Il Governo italiano ha stretto un’alleanza con la Francia per dire sì al nucleare come energia verde nella tassonomia Verde che l’Unione Europea si appresta a definire, in cambio dell’inserimento anche del gas.

Il ruolo dell’Italia nella decisione dell’UE può essere determinante e per questo ci vorrebbe più chiarezza da parte del ministro della transizione ecologica Cingolani, il quale ha dichiarato che attenderà cosa stabilirà l’Europa sul nucleare per poi decidere cosa fare. Una posizione da Ponzio Pilato perché lui ha il dovere di portare in Europa una posizione precisa, ovvero se far entrare il nucleare nella tassonomia europea.

In realtà la posizione attendista del ministro è costruita in assenso con la Francia che ha un interesse economico a far entrare il nucleare nella tassonomia Verde per far dirottare i finanziamenti della transizione ecologica verso l’industria nucleare francese, che è colma di debiti come il report della Corte dei Conti francesi dimostra: la centrale di Flammaville, i cui lavori sono iniziati nel 2007 e ancora non sono terminati, è passata da un costo di 3,7 miliardi di euro a 20 miliardi.

Il ministro Cingolani può dirci che posizione assumerà in Europa? Lo dica con chiarezza, come ha fatto la sua collega tedesca Svenja Schulze che ha spiegato oggi: “Non vogliamo l’energia atomica, non la consideriamo sostenibile e non vogliamo nemmeno che l’UE la sostenga”. Oppure segua l’esempio del premio Nobel Giorgio Parisi che ha spiegato a più riprese: “Sul nucleare io non ho assolutamente dubbi che bisogna dire No perché bisogna sviluppare le tecnologie innovative e, in questo momento, queste non sono certamente il nucleare ma le rinnovabili.

O forse, per Cingolani, sia la Ministra tedesca che il Nobel italiano sono eversivi?

Angelo Bonelli
Eleonora Evi