Cingolani non promuove la Transizione Ecologica ma la blocca

Cingolani

Abbiamo il ministro della Transizione Ecologica che ci dice che dobbiamo trovare le tecnologie per fermare il cambiamento climatico, con il medesimo sforzo che è stato profuso nella ricerca sui vaccini per contrastare il Covid; ma Cingolani volutamente dimentica che le tecnologie ci sono e si chiamano rinnovabili, ovvero sole e vento, che sono fonti energetiche gratuite.

Il ministro spiega che secondo lui le tecnologie ‘possono essere acceleratori formidabili. I soldi sono la benzina, bisogna costruire la macchina’, e la macchina che ha in mente il ministro, come gli impianti di cattura di CO2, sono tecnologie che hanno dato prova di essere inefficaci e hanno il solo scopo di proseguire con il modello fossile.

Le ambiguità di Cingolani sul nucleare, che attende la decisione della commissione europea sulla tassonomia per essere classificato come energia verde, dimostra che questo governo è pronto a investire su una tecnologia pericolosissima e costosissima che solo la Francia vuole per interessi economici, industriali e militari.

Non c’è un provvedimento del ministro della Transizione Ecologica che vada nella direzione di costruire la modernizzazione ecologica di cui l’Italia ha bisogno: il piano energia e clima del nostro Paese non rispetta gli obiettivi europei, prevede una riduzione di CO2 entro il 2030 del 37% contro l’obiettivo europeo del 55%; il Pnrr rinuncia di fatto ad investire su mobilità elettrica e su rinnovabili; solo 4,2 GW sono previsti fino al 2026 quando al 2030 dovremmo installare 70GW; nella finanziaria si erogano 150 milioni di euro a ENI per costruire il deposito di stoccaggio di CO2 più grande del mondo al largo di Ravenna nei giacimenti esauriti di idrocarburi, consentendo così di continuare a estrarre e bruciare idrocarburi.”

L’elogio dell’ipocrisia a cui stiamo assistendo sul futuro del pianeta è eticamente inaccettabile, a partire dal ministro italiano che è impegnato più a fermare la transizione ecologica che a promuoverla.

Eleonora Evi e Angelo Bonelli