Corridoi umanitari per le donne afghane e sostegno a chi lotta

donne afghane

L’avvento dei talebani in Afghanistan non smette di preoccuparci, così come ci preoccupano le violazioni dei diritti umani e la salvaguardia della vita dei civili, in particolar modo di quelli più a rischio, come donne e bambini, il cui destino è segnato dall’estremismo religioso. Non possiamo e non vogliamo più accettare che madri, amiche, sorelle possano veder cancellato in un lampo quel percorso di emancipazione avviato negli ultimi vent’anni. L’Europa e l’Italia devono agire contro ogni violenza.

La nostra richiesta al Governo italiano è chiara: esca dal silenzio e dalla vergognosa prudenza in cui si è chiuso e lavori alacremente all’organizzazione di corridoi umanitari e ponti aerei per le donne afghane; faccia pressione sul Consiglio europeo per un’accoglienza condivisa e, in particolar modo, per elaborare un ‘programma di salvataggio’ per l’Afghanistan, che consenta la protezione e il sostegno a chi decide di restare a lottare nel proprio Paese, garantendo il monitoraggio internazionale sui diritti umani. Bisogna farlo e bisogna farlo adesso, senza più tentennamenti da parte dell’Europa, prima che i talebani riescano a stringere le maglie della legge della Sharia, come hanno già annunciato.

Eleonora Evi
Angelo Bonelli
Fiorella Zabatta