Batterio killer a Verona: una vicenda surreale

Batterio

Ci? a cui stiamo assistendo circa la questione del Citrobacter nell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona ha del surreale: dal 2017 al luglio scorso, sono stati coinvolti 91 bambini, molti con conseguenze gravi, quattro non ci sono pi?. ? evidente come la presenza di Azienda Zero e l’organizzazione sanitaria data da Zaia non siano servite a tenere sotto controllo la situazione, pur con una verifica in corso da gennaio 2020. ? legittimo chiedersi cosa sarebbe successo se una mamma non avesse alzato la testa e la notizia non fosse uscita sui giornali.

La direzione sanitaria si era mai preoccupata di verificare che fossero usate le quantit? necessarie di disinfettante o acqua sterile?

Di fatto, Verona ? attualmente priva di servizi per i parti a rischio mentre i dodici posti in ostetricia aperti ieri sono insufficienti a fronte di 3000 parti e gli ospedali di periferia sono sovraccaricati e lasciati senza un supporto professionale adeguato. Oggi, lasciare ad altri la responsabilit? delle tragedie che hanno sconvolto il primo ospedale veneto per numero di parti ? una via troppo facile, soprattutto a fronte del modello di sanit? promosso da Zaia e totalmente rivolto al privato, che ha imposto un taglio drastico ai servizi territoriali pubblici. Ci auguriamo che su questa vicenda si faccia chiarezza al pi? presto, senza ledere il diritto alle cure di mamme e neonati, i diritti dei lavoratori e degli specializzandi. Allo stesso tempo, per?, auspichiamo che i report sulle condizioni ospedaliere non vengano pi? redatti dalla Regione che, di fatto, gestisce l’ospedale, bens? che sia realt? terza a realizzarli.

Cristina Guarda – Consigliera regionale e candidata capolista di Europa Verde nella circoscrizione di Verona alle elezioni regionali del Veneto

Luana Zanella? Componente Esecutivo dei Verdi